Diritto di famiglia inglese: due figli mai esistiti e £30.000 versati per mantenerli | Coppolaw
Un caso straordinario deciso dalla High Court inglese mostra come una controversia sulla responsabilità genitoriale possa trasformarsi in una complessa indagine giudiziaria sulla stessa esistenza dei figli
Due gravidanze inventate, figli inesistenti e £30.000 versati: il caso John v Jane spiegato secondo il diritto inglese dalla High Court. A cura di coppolaw.co.uk
Una vicenda che sembra la trama di un film è arrivata davanti alla High Court inglese, trasformando una domanda per ottenere contatti con i propri figli in un procedimento nel quale il giudice ha dovuto stabilire se quei bambini fossero mai esistiti. Il caso John v Jane [2026] EWHC 415 (Fam) rappresenta un esempio particolarmente insolito di come il diritto di famiglia inglese possa richiedere un’approfondita attività di accertamento dei fatti prima ancora di affrontare questioni come parental responsibility o child arrangements. Courts and Tribunals Judiciary
Due gravidanze, fotografie e bambini mai incontrati
John e Jane, nomi utilizzati per preservare l’anonimato delle parti, avevano iniziato una relazione durante il periodo della pandemia. Nel 2022 Jane comunicò al partner di essere incinta, mostrandogli anche immagini di un’ecografia.
Successivamente annunciò la nascita di una bambina. John, però, non riuscì mai a incontrarla. Secondo quanto gli veniva riferito, la bambina sarebbe stata affidata temporaneamente a familiari e sarebbero intervenuti anche i social services.
Nel 2024 arrivò l’annuncio di una seconda gravidanza e, successivamente, della nascita di un bambino. Anche in questo caso furono inviati fotografie e messaggi alla famiglia di John.
L’uomo continuò quindi a contribuire economicamente al mantenimento di Jane e dei presunti figli. Complessivamente, secondo quanto emerso nel procedimento, avrebbe versato circa £30.000 in due anni. The Times
La domanda al Family Court
La situazione divenne ancora più anomala quando Jane arrivò a sostenere che i bambini fossero stati “venduti” per £500.
Preoccupato per la loro sorte, John si rivolse alla polizia e alla local authority e, nell’ottobre 2024, presentò un’application al Family Court per accertare dove si trovassero i bambini e ottenere parental responsibility.
È proprio qui che il diritto di famiglia inglese assume un ruolo centrale: prima di poter disciplinare il rapporto tra un genitore e un figlio, il tribunale doveva necessariamente stabilire un fatto preliminare essenziale, ossia se quei figli esistessero realmente.
Durante un procedimento collegato relativo a un non-molestation order, il legale di Jane comunicò però al giudice che la coppia non aveva alcun figlio insieme. Today’s Family Lawyer
L’indagine della High Court
Il fascicolo divenne così una vera e propria indagine documentale. Furono esaminati messaggi, fotografie, medical records, dati della polizia, informazioni delle autorità locali e documentazione bancaria.
Non risultavano registrazioni dei bambini presso la local authority o la polizia e non emergevano riscontri medici compatibili con le nascite descritte.
Mrs Justice Judd concluse che era più probabile che Jane avesse inventato le gravidanze e l’esistenza dei bambinipiuttosto che aver realmente partorito. Il comportamento venne definito una “sustained and elaborate campaign of deceit”. Today’s Family Lawyer
Nel diritto di famiglia inglese, questo passaggio è importante anche sotto il profilo probatorio: il Family Court compie un fact-finding applicando lo standard civile e valuta complessivamente la credibilità delle parti e le prove disponibili.
E i £30.000? Non significa automaticamente condanna per frode
Uno degli aspetti giuridicamente più interessanti riguarda il denaro.
La giudice ha osservato che una possibile motivazione avrebbe potuto essere la financial fraud, considerato l’importo ricevuto da Jane, ma non ha stabilito definitivamente quale fosse il motivo della condotta.
È quindi essenziale distinguere i piani. Una decisione del Family Court che accerta una sistematica deception non equivale automaticamente a una condanna penale per fraud.
Parallelamente, tuttavia, potrebbero astrattamente emergere questioni civili relative al recupero delle somme eventualmente ottenute attraverso false representations. Nel diritto di famiglia inglese una controversia familiare può infatti far emergere fatti suscettibili di avere conseguenze anche al di fuori del procedimento originario.
Perché questa decisione è importante
Il caso dimostra soprattutto quanto possano diventare complessi i procedimenti familiari quando una parte presenta una ricostruzione dei fatti apparentemente supportata da fotografie, messaggi e altri elementi costruiti nel tempo.
Il tribunale non si è limitato alle dichiarazioni delle parti, ma ha confrontato quelle dichiarazioni con documenti medici, informazioni delle autorità e movimenti finanziari.
Per chi affronta controversie nel diritto di famiglia inglese, il principio pratico è fondamentale: messaggi, fotografie, estratti conto, comunicazioni con social services e police records possono assumere un peso decisivo nella ricostruzione degli eventi.
Dal diritto di visita a un caso di deception
John si era rivolto al giudice pensando di dover ottenere il diritto di avere rapporti con due figli dai quali era stato tenuto lontano. Il procedimento ha finito invece per accertare che, con ogni probabilità, quei bambini non erano mai esistiti.
È proprio questo a rendere John v Jane un caso eccezionale: una domanda tipica del diritto di famiglia inglese ha portato la High Court a ricostruire una sofisticata vicenda di deception durata anni, con conseguenze personali ed economiche particolarmente gravi per l’uomo e per la sua famiglia.
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Avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw



