Riforma Indefinite Leave to Remain: cosa cambia per gli italiani in UK | Coppolaw

Riforma Indefinite Leave to Remain: cosa cambia per gli italiani in UK

Il Governo britannico annuncia il passaggio da cinque a dieci anni per ottenere il soggiorno permanente. Nuovi requisiti, eccezioni e conseguenze per i cittadini italiani. A cura di coppolaw.co.uk

Il Governo britannico si prepara a modificare profondamente le regole sull’immigrazione permanente. Il 2 novembre 2026, la Segretaria dell’Home Office ha presentato alla Camera dei Comuni il nuovo sistema denominato Earned Settlement, destinato a trasformare i criteri per ottenere l’Indefinite Leave to Remain (ILR).

La riforma Indefinite Leave to Remain prevede l’aumento del periodo ordinario di soggiorno da cinque a dieci anni, introducendo criteri legati al reddito, all’integrazione e alla condotta personale.

Le novità potrebbero interessare anche numerosi cittadini italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito, soprattutto coloro che si sono trasferiti dopo la Brexit.

Cos’è l’Indefinite Leave to Remain e come funziona attualmente?

L’Indefinite Leave to Remain è il permesso di soggiorno permanente UK che consente ai cittadini stranieri di vivere e lavorare nel Paese senza le limitazioni temporali previste dai normali visti.

Attualmente, chi possiede uno Skilled Worker Visa può generalmente richiederlo dopo cinque anni di soggiorno continuativo e qualificante.

Tuttavia, non basta aver lavorato per cinque anni: occorre rispettare i requisiti salariali applicabili, le condizioni del visto, i limiti alle assenze dal territorio britannico e superare il Life in the UK Test.

Il riconoscimento dell’ILR non è quindi automatico.

Riforma Indefinite Leave to Remain: le nuove tempistiche

Il principio alla base dell’Earned Settlement è che il diritto a stabilirsi permanentemente nel Regno Unito debba dipendere dal contributo economico e sociale del richiedente.

Il Governo ha individuato percorsi differenziati:

  • 3 anni: per redditi superiori a £125.000 annue e per alcune categorie di lavoratori altamente qualificati.

  • 5 anni: per redditi superiori a £50.271 annue e per determinate professioni, tra cui medici, infermieri e insegnanti.

  • 10 anni: periodo ordinario per la maggior parte degli altri lavoratori.

  • Almeno 20 anni: per determinate violazioni delle norme sull’immigrazione.

Per alcune categorie di rifugiati sono inoltre previsti periodi di attesa che potrebbero raggiungere trent’anni.

Nuovi requisiti: inglese, contributi e condotta personale

La riforma Indefinite Leave to Remain introduce condizioni più rigorose per accedere al soggiorno permanente.

Tra queste figurano una conoscenza elevata della lingua inglese, almeno tre anni di contributi National Insurance, l’assenza di debiti verso le autorità pubbliche e requisiti più restrittivi relativi ai precedenti penali.

Il soggiorno permanente non dipenderà dunque soltanto dagli anni trascorsi nel Regno Unito, ma da una valutazione complessiva della posizione individuale.

La riforma riguarda anche gli italiani con Settled Status?

Una distinzione fondamentale riguarda i cittadini italiani che beneficiano dell’EU Settlement Scheme.

La riforma Indefinite Leave to Remain non modifica il percorso previsto da tale regime, istituito nell’ambito degli accordi successivi alla Brexit.

Pertanto, chi possiede il Settled Status, così come chi beneficia del Pre-Settled Status e deve ancora maturare i requisiti per ottenere quello definitivo, continuerà a seguire la disciplina specifica dell’EU Settlement Scheme.

Diversa è la posizione degli italiani arrivati successivamente attraverso uno Skilled Worker Visa o altri percorsi ordinari di immigrazione: per questi soggetti le nuove disposizioni potrebbero trovare applicazione.

La cittadinanza italiana, quindi, non comporta automaticamente l’esclusione dalla riforma.

Cosa succede a chi vive già nel Regno Unito?

È probabilmente la questione giuridicamente più delicata.

La riforma Indefinite Leave to Remain è destinata a interessare anche persone già residenti nel Regno Unito che non abbiano ancora ottenuto il permesso permanente, fatte salve le protezioni transitorie previste.

Si pongono questioni relative alla certezza del diritto, alla proporzionalità e alla tutela delle aspettative legittime di chi ha programmato il proprio percorso migratorio sulla base delle regole precedenti.

Occorre tuttavia distinguere tra un diritto già acquisito e la semplice aspettativa di ottenere l’ILR: il possesso di un visto temporaneo non garantisce necessariamente l’applicazione futura delle medesime condizioni.

Quando entreranno in vigore le nuove disposizioni?

Attualmente il nuovo sistema non è ancora integralmente operativo.

Il Governo ha pubblicato la propria risposta alla consultazione sull’Earned Settlement, ma dovrà tradurre il progetto in disposizioni applicative e ulteriori indicazioni tecniche, comunque è ragionevole presupporre che entrerà in vigore a breve.

Per approfondire è possibile consultare la documentazione ufficiale del Governo britannico sull’Earned Settlement.

Considerazioni conclusive

La riforma Indefinite Leave to Remain rappresenta un cambiamento significativo nella politica migratoria britannica, destinato a incidere sui percorsi di stabilizzazione di numerosi lavoratori stranieri.

Per i cittadini italiani sarà essenziale verificare la categoria del visto, gli anni di soggiorno maturati e l’eventuale applicazione delle disposizioni transitorie.

Particolare attenzione dovrà essere riservata a chi si trova prossimo al completamento del periodo di residenza attualmente richiesto, poiché la disciplina applicabile dovrà essere valutata alla luce delle regole vigenti al momento della domanda.

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Avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw