Indipendenza dal Regno Unito: il vertice di Cardiff riapre il dossier costituzionale | Coppolaw

Scozia, Galles e Irlanda del Nord tornano al centro del dibattito sul futuro dell’Unione. Ma tra devolution, referendum e secessione le regole giuridiche sono molto diverse.

Il vertice di Cardiff riaccende il dibattito su devolution, referendum e futuro costituzionale del Regno Unito tra Scozia, Galles e Irlanda del Nord. A cura di coppolaw.co.uk

Cardiff è diventata il nuovo centro del dibattito costituzionale britannico.

Il 14 settembre 2026 esponenti di primo piano dei movimenti nazionalisti di Galles, Scozia e Irlanda del Nord si sono riuniti nella capitale gallese per chiedere un maggiore riconoscimento del principio di autodeterminazione.

Tra i protagonisti figuravano Rhun ap Iorwerth di Plaid Cymru, John Swinney dello Scottish National Party e rappresentanti di Sinn Féin. Il messaggio politico è chiaro: il tema dell’indipendenza dal Regno Unito non riguarda più soltanto Edimburgo, ma si inserisce in una discussione più ampia sul futuro dell’assetto britannico.

È però fondamentale distinguere il piano politico da quello giuridico.

Il vertice non equivale a una decisione delle tre nazioni di separarsi da Londra e non produce, di per sé, effetti costituzionali.

Nello stesso contesto, i governi gallese e scozzese hanno sottoscritto il Cardiff Agreement, un quadro di collaborazione su democrazia, priorità comuni e rapporti tra governi. La questione dell’indipendenza resta invece soggetta alle regole costituzionali proprie di ciascuna nazione.

Che cos’è la devolution?

Per capire il significato del vertice occorre partire dalla devolution. Con questo termine si indica il trasferimento, attraverso leggi del Parlamento britannico, di determinate competenze da Westminster alle istituzioni di Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Il processo moderno nasce soprattutto alla fine degli anni Novanta, con lo Scotland Act 1998, il Government of Wales Act 1998 e il Northern Ireland Act 1998.

Devolution, tuttavia, non significa federalismo e soprattutto non significa indipendenza. Alcune materie restano riservate a Westminster. In Galles, ad esempio, il Senedd può legiferare nelle materie devolute, mentre costituzione, politica estera, difesa e immigrazione rientrano tra le aree riservate. È proprio questa linea di confine a rendere giuridicamente complesso qualsiasi progetto di indipendenza dal Regno Unito.

Per approfondire il funzionamento del sistema è possibile consultare la guida ufficiale del Governo britannico sulla devolution.

Scozia: il precedente della Supreme Court

Il caso scozzese è il più noto. Nel 2014 la Scozia votò in un referendum concordato con il Governo britannico e il 55% degli elettori scelse di restare nel Regno Unito. Nel 2022 la UK Supreme Court ha stabilito che il Parlamento scozzese non può indire unilateralmente un nuovo referendum sull’indipendenza, perché l’Unione tra Scozia e Inghilterra è materia riservata a Westminster.

Sul piano giuridico, quindi, un nuovo percorso verso l’indipendenza dal Regno Unito richiede ancora un passaggio attraverso le istituzioni britanniche, salvo una modifica del quadro legislativo o un accordo politico analogo a quello che rese possibile il referendum del 2014.

Galles: una strada costituzionale complessa

Anche il Galles opera secondo un reserved powers model: il Senedd può legiferare nelle aree non espressamente riservate al Parlamento britannico. Tra le materie riservate rientra però l’unione tra Galles e Inghilterra. Non esiste quindi un diritto automatico del Senedd a convocare unilateralmente un referendum sull’indipendenza.

Il valore politico dell’incontro di Cardiff sta proprio qui: trasformare la richiesta di indipendenza dal Regno Unito da tema nazionale separato a questione comune sul principio di autodeterminazione e sui limiti dell’attuale sistema di devolution.

Irlanda del Nord: regole diverse

La posizione nordirlandese è differente. Il Northern Ireland Act 1998, che attua il Belfast/Good Friday Agreement, prevede espressamente la possibilità di un border poll sulla permanenza nell’Unione e sull’eventuale riunificazione con la Repubblica d’Irlanda. Il Secretary of State deve indire la consultazione qualora ritenga probabile una maggioranza favorevole all’unificazione.

Per questo parlare genericamente di indipendenza dal Regno Unito rischia di nascondere tre percorsi differenti: la Scozia punta all’indipendenza come Stato, il Galles discute un possibile futuro sovrano, mentre per l’Irlanda del Nord il quadro giuridico contempla la riunificazione irlandese.

Un Regno sempre più “devoluto”?

Il summit di Cardiff non scioglie il Regno Unito, ma segnala una trasformazione del dibattito costituzionale. La devolution, nata per distribuire poteri all’interno dell’Unione, viene oggi utilizzata da alcune forze politiche come punto di partenza per chiedere maggiore autodeterminazione.

Dal punto di vista legale, però, la politica deve confrontarsi con statute law, competenze riservate e precedenti della Supreme Court. Nel sistema costituzionale britannico, non codificato in un unico testo, il futuro dell’Unione dipenderà non soltanto dal consenso politico, ma anche dai meccanismi giuridici necessari per trasformarlo in una scelta costituzionalmente valida.

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Avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw