Divorzio in Inghilterra: come fare e come funziona la procedura | Coppolaw
Guida leale sul divorzio in Inghilterra, le fasi principali
Divorzio in Inghilterra: guida legale alle fasi della procedura. A cura di coppolaw.co.uk
Guida pratica al divorzio in Inghilterra per italiani residenti nel Regno Unito o con legami familiari internazionali. L’articolo spiega le fasi principali della procedura — submission application, conditional order e final order — chiarendo che il divorzio scioglie il matrimonio, ma non risolve automaticamente le questioni economiche o quelle relative ai figli. Una panoramica legale utile per comprendere tempi, passaggi e cautele prima di avviare la domanda.
Nel nuovo articolo di Coppolaw – Avvocato a Londra spieghiamo come fare un divorzio in Inghilterra.
Il divorzio in Inghilterra segue una procedura relativamente lineare, soprattutto dopo l’introduzione del sistema “no-fault divorce”, che consente di sciogliere il matrimonio senza dover attribuire colpe all’altro coniuge. Tuttavia, semplicità procedurale non significa assenza di conseguenze giuridiche. Per chi vive in Inghilterra, e in particolare per molti cittadini italiani residenti in Inghilterra e Galles, è essenziale comprendere non solo come si ottiene il divorzio, ma anche cosa resta fuori dalla procedura principale.
Il primo punto da chiarire è che il divorzio riguarda lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Le questioni finanziarie, patrimoniali e quelle relative ai figli devono essere trattate separatamente. Questo significa che ottenere il final order non comporta automaticamente la divisione dei beni, la regolamentazione del mantenimento, la definizione delle pensioni o l’organizzazione dei tempi di permanenza dei figli con ciascun genitore.
La procedura di divorzio in Inghilterra si articola normalmente in tre momenti principali: submission application, conditional order e final order.
La prima fase è la submission application, ossia il deposito della domanda di divorzio. La domanda può essere presentata da uno solo dei coniugi oppure congiuntamente da entrambi. In questa fase si comunica che il matrimonio è irrimediabilmente compromesso. Non è più necessario dimostrare adulterio, comportamento irragionevole o separazione protratta nel tempo: è sufficiente la dichiarazione formale dell’irretrievable breakdown of the marriage.
Una volta presentata la domanda, decorre un periodo minimo di attesa. Secondo le indicazioni ufficiali del governo britannico, per richiedere il conditional order occorre attendere almeno 20 settimane dalla data in cui la domanda di divorzio è stata emessa dal tribunale.
La seconda fase del divorzio in Inghilterra è il conditional order. Si tratta dell’ordine con cui il tribunale conferma che non vi sono ostacoli giuridici al divorzio. Il conditional order non scioglie ancora definitivamente il matrimonio, ma rappresenta un passaggio fondamentale: il giudice riconosce che la procedura può proseguire verso la conclusione.
La terza fase è il final order, cioè il provvedimento che pone formalmente fine al matrimonio. Il final order può essere richiesto solo dopo un ulteriore periodo minimo di attesa: almeno 6 settimane e 1 giorno dopo il conditional order. Una volta emesso il final order, le parti non sono più legalmente sposate.
È proprio su questo punto che occorre prestare particolare attenzione. In molti casi, soprattutto quando vi sono beni, casa familiare, conti, pensioni, società, redditi rilevanti o collegamenti con l’Italia, può essere prudente non chiedere immediatamente il final order senza aver prima valutato le conseguenze finanziarie. Lo scioglimento formale del matrimonio può infatti incidere su diritti successori, pensionistici o patrimoniali.
Nel divorzio in Inghilterra, le questioni economiche vengono normalmente regolate attraverso un financial order. Anche quando i coniugi hanno raggiunto un accordo, è opportuno che tale accordo sia formalizzato e approvato dal tribunale, così da evitare future rivendicazioni. Senza un ordine finanziario definitivo, i rapporti patrimoniali possono rimanere aperti anche dopo il divorzio.
Le questioni relative ai figli seguono un percorso distinto. Se i genitori non riescono a concordare dove vivranno i figli, quanto tempo trascorreranno con ciascun genitore o come saranno prese le decisioni importanti, può essere necessario ricorrere a un child order. Anche in questo caso, il procedimento non coincide automaticamente con la domanda di divorzio.
Per i cittadini italiani nel Regno Unito, il divorzio in Inghilterra può inoltre avere riflessi transnazionali: riconoscimento in Italia, aggiornamento dello stato civile, effetti su proprietà italiane, successioni, figli con doppia cittadinanza o accordi patrimoniali collegati a beni situati in più Paesi. Per questo motivo è consigliabile valutare la strategia prima di iniziare la procedura, soprattutto se esistono elementi internazionali.
In conclusione, il divorzio in Inghilterra può apparire semplice nella sua struttura formale, ma richiede attenzione giuridica perchè le conseguenze sono importantissime.
Una consulenza legale mirata può aiutare a evitare errori, proteggere i diritti delle parti e gestire correttamente gli aspetti internazionali della separazione.
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Avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw


