Come ottenere il riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra dopo la Brexit | Coppolaw
Come far valere un provvedimento giudiziario italiano nel Regno Unito tra Common Law e nuove convenzioni internazionali.
Guida legale sul riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra. A cura di coppolaw.co.uk
L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha radicalmente trasformato il panorama della cooperazione giudiziaria in materia civile e commerciale. Per le imprese e i cittadini italiani che si trovano a dover recuperare un credito, far valere un diritto contrattuale o eseguire un provvedimento oltremanica, il quadro normativo non è più regolato dai vecchi automatismi europei. Oggi, ottenere il riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra richiede un’analisi strategica preliminare e l’applicazione di strumenti giuridici differenti, come spiegato nel presente articolo di Coppolaw.
Prima del recesso formale di Londra dall’UE, il Regolamento Bruxelles I-bis (Reg. UE 1215/2012) garantiva una circolazione quasi automatica dei titoli esecutivi: una decisione emessa da un tribunale italiano era riconosciuta e applicata nel Regno Unito senza la necessità di un procedimento intermedio (exequatur). Dal 1° gennaio 2021, questo canale privilegiato è venuto meno per tutti i nuovi procedimenti avviati dopo tale data.
Di conseguenza, come si procede oggi? Attualmente, il percorso principale per richiedere il riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra è governato dal diritto internazionale privato e dalle regole di Common Law, a meno che non si applichino specifiche convenzioni internazionali.
Una delle soluzioni più rilevanti in ambito commerciale è la Convenzione dell’Aja del 2005 sugli accordi di scelta del foro. Se le parti contrattuali hanno inserito nel loro accordo una clausola esclusiva a favore del giudice italiano, la sentenza emessa in Italia può essere riconosciuta e posta in esecuzione dinanzi alle corti inglesi in modo relativamente più semplice sebbene sia comunque necessario instaurare un giudizio. Tuttavia, la Convenzione dell’Aja presenta forti limiti: si applica solo alle materie civili e commerciali e richiede obbligatoriamente un accordo scritto sulla giurisdizione esclusiva.
In assenza di una clausola di scelta del foro, si applicano le regole tradizionali della Common Law inglese. In questo scenario, una sentenza italiana non viene eseguita direttamente. Al contrario, essa viene considerata dalla High Court o dalle County Courts inglesi come un vero e proprio caso di natura contrattuale. L’interessato dovrà quindi radicare una nuova azione legale in Inghilterra, chiedendo al giudice britannico di condannare la controparte adempiendo a quanto già stabilito dal giudice italiano.
Perché questa azione di riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra vada a buon fine secondo la Common Law, devono sussistere precisi requisiti:
La sentenza italiana deve essere definitiva e passata in giudicato (final and conclusive).
Il tribunale italiano doveva avere la competenza giurisdizionale secondo i criteri del diritto inglese.
Il provvedimento deve condannare la parte al pagamento di una somma di denaro definita (non sono ammesse sanzioni o tasse straniere).
Non devono esservi violazioni del principio del giusto processo (due process) o contrarietà all’ordine pubblico britannico (public policy).
È importante sottolineare che il Regno Unito ha aderito anche alla Convenzione dell’Aja del 2019 sul riconoscimento delle sentenze straniere, entrata in vigore per UK il 1° luglio 2025. Questo strumento rappresenta una svolta cruciale, poiché amplia notevolmente i casi in cui è possibile richiedere il riconoscimento sentenza italiana in Inghilterra senza dover intentare una causa basata sulla Common Law, offrendo una maggiore armonizzazione pur escludendo specifiche materie come il diritto di famiglia o fallimentare.
In conclusione, sebbene la Brexit abbia rimosso la vecchia corsia preferenziale, far valere un titolo giudiziale italiano a Londra rimane assolutamente possibile. La complessità tecnica delle procedure attuali impone tuttavia una pianificazione accurata fin dal momento della redazione dei contratti commerciali, al fine di blindare la giurisdizione e velocizzare la successiva fase esecutiva.
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Avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw



