La discriminazione sul lavoro nel Regno Unito
In una denuncia per discriminazione contraria all’Equality Act 2010, quale parte ha l’onere di dimostrare che la discriminazione si è verificata o meno?
In questo articolo Coppolaw si occupa della discriminazione sul lavoro in Inghilterra. La discriminazione sul posto di lavoro si realizza quando uno o più soggetti subiscono un trattamento sfavorevole a causa della loro razza, religione, etnia, genere, orientamento sessuale o altre caratteristiche protette dalla legge.
Vi sono due tipologie di discriminazione sul lavoro nel Regno Unito:
- la discriminazione diretta
- la discriminazione indiretta
La prima riguarda un singolo lavoratore, la seconda riguarda una policy del datore di lavoro che produce effetti negativi su un lavoratore, sebbene la policy non sia stata direttamente emanata per quel lavoratore.
I motivi discriminatori previsti dalla legge sono:
- età
- sesso
- religione
- disabilità
- razza
- orientamento sessuale
- maternità
Ciò premesso la Supreme Court si è pronunciata sull’onere probatorio in caso di discriminazione sul posto di lavoro.
Fatti
Il ricorrente, Mr E. è stato impiegato presso la società convenuta R . Mr E lavorava come postino nel reparto operativo ma voleva essere impiegato nel settore gestionale/servizi IT.
Di conseguenza Mr E ha fatto domanda per uno dei posti, ma senza successo e dunque ha intentato un procedimento dinanzi all’Employment Tribunal (“ET”) per molestie, vittimizzazione e discriminazione razziale diretta e indiretta in relazione al mancato ottenimento di uno di questi posti.
L’ET ha respinto le sue accuse di discriminazione e Mr E. ha adito l’Employment Appeal Tribunal (“EAT”) che ha concluso che l’ET aveva commesso un errore nel suo approccio sull’onere della prova.
Detta decisione veniva impugnata con successo davanti la Corte d’Appello e quindi Mr E ricorreva davanti la Supreme Court.
Mr E riteneva che non incombeva su di lui l’onere della prova.
Tuttavia, secondo la Corte, un tribunale può constatare che qualcosa è un fatto solo se è supportato da prove fornite dal claimant tali che il fatto da provare sia più probabile che non.
Detto onere non spetta al datore di lavoro, ma al lavoratore che lamenta l’eventuale discriminazione.
La Suprema Corte ritiene pertanto che, adottando questo approccio alla prova, il tribunale del lavoro non abbia commesso alcun errore di diritto nella parte in cui ha chiesto al claimant di dimostrare la fondatezza della propria pretesa.
Dunque in caso di discriminazione sul lavoro nel Regno Unito, l’onere della prova spetta al lavoratore che vuole far valere la propria pretesa.
avv.Giuseppe Coppola | Avvocato a Londra | Coppolaw

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